Chi trasmette l’eredità dei gemelli: il padre o la madre?

La domanda torna spesso nelle famiglie in cui le nascite gemellari si ripetono: chi, tra il padre e la madre, trasmette la predisposizione ai gemelli? La risposta dipende dal tipo di gemelli in questione. Per i gemelli dizigoti (falsi gemelli), la genetica materna gioca un ruolo diretto e documentato. Per i gemelli monozigoti (veri gemelli), i meccanismi rimangono poco compresi e non sembrano essere legati all’ereditarietà.

Ipereovulazione materna: il meccanismo genetico centrale dei gemelli dizigoti

I gemelli dizigoti nascono dalla fecondazione di due ovuli distinti da due spermatozoi diversi. Affinché ciò avvenga, la madre deve rilasciare più ovociti durante lo stesso ciclo. Questo fenomeno ha un nome preciso: l’ipereovulazione.

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Studi di associazione genetica hanno identificato regioni cromosomiche coinvolte in questa tendenza, in particolare sui cromosomi 2, 7 e 10. Questi varianti genetici si trasmettono attraverso la linea femminile. In concreto, una donna la cui madre o nonna materna ha avuto gemelli dizigoti ha maggiori probabilità di rilasciare più ovociti lei stessa.

La questione di l’ereditarietà dei gemelli da parte del padre o della madre trova qui una risposta piuttosto chiara: solo la madre può direttamente provocare una gravidanza dizigote, poiché è lei a ovulare. Il padre non controlla il numero di ovociti rilasciati.

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Padre in un parco circondato dai suoi due figli gemelli con capelli ricci simili, che rappresenta il ruolo genetico paterno nella nascita dei gemelli

Il padre, vettore silenzioso della gemellarità dizigote

Dire che il padre non ha alcun ruolo sarebbe un’eccessiva semplificazione. Un uomo può perfettamente portare i varianti genetici associati all’ipereovulazione senza che ciò si manifesti in lui, per una ragione evidente: non produce ovociti.

D’altra parte, se trasmette questi varianti alle sue figlie, esse potranno esprimere la predisposizione all’ipereovulazione quando saranno in età di concepire. Questo è ciò che la letteratura scientifica designa come il ruolo di vettore silenzioso del padre. Non provoca una gravidanza gemellare nella sua partner, ma può contribuire affinché la generazione successiva ne sia predisposta.

Questo meccanismo spiega perché alcune famiglie vedono apparire gemelli dal lato paterno senza che il legame sia diretto. La predisposizione è semplicemente “saltata” una generazione, passando dal nonno alla nipote tramite suo figlio.

Gemelli monozigoti: una gemellarità senza legame ereditario stabilito

I gemelli monozigoti provengono da un solo ovulo fecondato che si divide per formare due embrioni. Questo processo rimane in gran parte inspiegato. A differenza dei dizigoti, la componente monozigote è considerata non ereditaria nello stato attuale delle conoscenze.

Né il padre né la madre sembrano trasmettere una predisposizione genetica specifica ai veri gemelli. Il tasso di gemelli monozigoti rimane relativamente stabile attraverso le popolazioni e le epoche, il che suggerisce un fenomeno casuale piuttosto che un tratto ereditato.

I dati disponibili non consentono di concludere sulle ragioni esatte di questa divisione embrionaria. Esistono diverse ipotesi (fattori epigenetici, condizioni uterine), ma nessuna è stata confermata in modo robusto.

Ciò che la distinzione monozigote/dizigote cambia per le famiglie

Per una famiglia che si chiede se “i gemelli siano ereditari”, la prima domanda da porre è se si tratti di veri o falsi gemelli negli antecedenti familiari. Se si tratta di dizigoti dal lato materno, la probabilità di ricorrenza è reale. Se si tratta di monozigoti, la storia familiare non ha un’influenza dimostrata sulle gravidanze successive.

Scienziato in camice bianco che analizza uno schema di DNA in un laboratorio di genetica, illustrando la ricerca sull'ereditarietà delle gravidanze gemellari

Fattori non genetici che modificano il rischio di gravidanza gemellare

La genetica non è l’unico parametro. Diversi fattori ambientali e medici influenzano la probabilità di concepire gemelli dizigoti:

  • L’età materna gioca un ruolo documentato: le donne di oltre 35 anni presentano tassi più elevati di doppia ovulazione, probabilmente a causa di variazioni ormonali legate all’avvicinarsi della menopausa.
  • I trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) hanno a lungo aumentato le nascite gemellari, in particolare attraverso il trasferimento di più embrioni durante le FIV. I protocolli moderni che privilegiano il trasferimento di un solo embrione hanno da allora ridotto significativamente queste gravidanze gemellari iatrogene.
  • Differenze etniche nella frequenza delle gravidanze gemellari sono osservate a livello mondiale, il che suggerisce variazioni genetiche popolazionali nei geni legati all’ovulazione.

Il numero di gemelli nel mondo è aumentato del 30 % dal 1980, secondo uno studio pubblicato in Human Reproduction. Questo aumento è spiegato in parte dal crescente ricorso alle tecniche di PMA e dall’innalzamento dell’età media alla prima gravidanza.

Ereditarietà dei gemelli: ciò che la genetica consente e non consente di prevedere

I calcolatori online propongono di stimare la probabilità di avere gemelli incrociando antecedenti familiari materni, età e origine etnica. Questi strumenti distinguono la componente dizigote (parzialmente ereditaria) dalla componente monozigote (non ereditaria). Forniscono un ordine di grandezza, non una certezza.

Avere una madre o una nonna materna che ha avuto falsi gemelli aumenta la probabilità, senza garantirla. Avere un padre proveniente da una famiglia di gemelli dizigoti non modifica direttamente il rischio per la sua partner, ma può trasmettere la predisposizione alle sue figlie.

La gemellarità rimane un fenomeno multifattoriale in cui la genetica materna domina per i dizigoti e dove il caso sembra prevalere per i monozigoti. Per le famiglie che si interrogano, la distinzione tra i due tipi di gemelli nei loro antecedenti è il punto di partenza più affidabile.

Chi trasmette l’eredità dei gemelli: il padre o la madre?